IL SITO DEL DIRITTO


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RESPONSABILITA' PENALE

DOTTRINA




IL REATO


I principi costituzionali relativi al reato sono :

1) ll parlamento o governo (decreto legge o legislativo) hanno il potere di legiferare in materia penale (art 25, co. 2 ) E' la riseva di legge che esclude possa darsi la possibilità a fonti secondarie di legiferare in campo penale. Dottrina e giurisprudenza, escludono dal novero delle fonti in materia penale , la legge regionale.
La criminalizzazione comporta una scelta tra tutti i beni e valori emergenti nell'intera società: e tale scelta non può essere realizzata dai consigli regionali per la mancanza di una visione generale dei bisogni ed esigenze dell'intera società.
La legge regionale può avere come effetti di "giustificare"con scriminante certi reati (IMPORTANTE SENTENZA SULLE REGIONI : 487/89 ).
La legge può affidare alla fonte secondaria la determinazione delle condotte concretamente punibili (norme penali in bianco)
La fonte secondaria
- disciplina uno o più elementi che concorrono
alla descrizione dell'illecito penale
- assolve alla funzione di specificare,in via tecnica, elementi di fattispecie legislativamente predeterminati

2) la irretroattività della legge
il principio ha rango costituzionale soltanto rispetto alla materia penalistica ( art. 25 sec comma Costituzione e mitigato dal principio della retroattività di una eventuale norma più favorevole art2 C.P)

3) la responsabilità penale ha carattere personale (art 27, co.1)

4) la pena deve avere funzione rieducativa (27, co. 3 )
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Principi cardine del diritto penale :


1) Principio di materialità : non può esservi reato se la volontà criminosa non si manifesta in un comportamento esterno

2) Principio di necessaria offensività : è necessario che tale
comportamento leda o ponga in pericolo beni giuridici

3) Principio di colpevolezza : è penalmente attribuito all'autore soltanto a condizione che a lui si possa muovere un rimprovero per averlo commesso
4) si esclude il procedimento analogico in nel campo
dalle leggi penali (ART. 14 preleggi)

5) carattere sussidiario della sanzione penale
Taluno attribuisce al diritto penale un carattere
ulteriormente sanzionatorio: ogni condotta costituente reato
sarebbe sempre vietata anche da un'altra norma di diritto privato
o di diritto pubblico e pertanto ogni reato integrerebbe un
illecito di natura non penale prima ancora di essere vietato dal
diritto penale. Lla sanzione penale servirebbe di completamento e di rafforzamento all'altra sanzione non penale.
Tesi non accolta perché per poter procedere all'applicazione delle tipiche sanzioni punitive , il giudice non è vincolato a precedenti valutazioni di altri giudici o di autorità amministrative, per cui è indifferente che la sanzione penale sia preceduta da altre sanzioni.
Pertanto si sostiene che il diritto penale ha carattere sussidiario, prescrivendo la pena detentiva e/o ammenda (delitto) o multa ( contravvenzioni) per forme più gravi di violazioni, i reati, che si distinguono dagli altri illeciti proprio perché la loro sanzione è diversa ( illecito civile contrattuale ed extracontrattuale - sanzione risarcitoria; illecito amministrativo - sanzione amministrativa pecuniaria punitiva)


I reati si distinguono in delitti e contravvenzioni

La differenza tra le due specie di reato si fa poggiare su di un criterio quantitativo, vengono cioè distinte soltanto in ragione di maggiore o minore gravità.
i delitti richiedono di regola il dolo come elemento soggettivo , e la
punibilità a titolo di colpa rappresenta l'eccezione.
Nelle contravvenzioni si risponde sia per dolo che per colpa
Tentativo configurabile solo nei delitti. Distinzione tra delitti e contravvenzioni assume rilievo in rapporto alla professionalità del reato , abitualità misure di sicurezza, cause di estinzione reato e pena….

Soggetto attivo del reato (reo , agente, colpevole) colui il quale realizza un fatto conforme ad una fattispecie astratta di reato.
Può rendersi autore di un reato ogni essere umano a prescindere dall'età sesso o da altri requisiti
La dottrina parla di CAPACITA' PENALE quale attitudine di tutte le persone a porre in essere un fatto rilevante per il diritto penale

Reato comune : quando il reato può essere commesso da chiunque.
Reato proprio : quando il reato può essere commesso solo da soggetti in possesso di determinati requisiti , naturalistici (come la madre nel delitto di infantidicidio ) o giuridici (peculato)
Il nostro diritto penale sconosce forme di responsabilità penale a carico delle persone giuridiche, societas delinquere non potest
La mancata punizione dell'impresa si traduce in un ingiustificato accollo diresponsabilità ad un altro soggetto, il quale sembra assumere un ruolo di capro espiatorio (soggettività reale in virtù di un rapporto di rappresentanza organica tra l'ente stesso e le persone fisiche che ne determinano la volontà e l'azione, da cui cosegue che l'attività degli organi diventa automaticamente imputabile alla persona collettiva).

Soggetto passivo e il titolare del bene protetto dalla singola
fattispecie incriminatrice. Può distinguersi dal danneggiato, e si distingue dall'oggetto materiale. L'individuazione del soggetto passivo assume rilevanza soprattutto ai fini di presentazione di querela, infatti è sufficiente che la presenti uno solo dei soggetti passivi.


Analisi della struttura del reato


Si premette che la responsabilità per l'illecito è configurabile in presenza di un elemento soggettivo ( fatto antigiuridico, tipico e dannoso ) e di un elemento soggettivo ( colpevolezza, rimproverabilità). La teoria bipartita meglio descrive la essenza giuridica di ogni illecito e del reato in specie.


IL FATTO

Il fatto è l' azione ( con elementi caratterizzanti) in rapporto di causalità con l'evento naturalistico

L'antigiuridicità dell'azione di reato talvolta è contraddistinta da una nota di illiceità desunta da una norma diversa da quella incriminatrice ( ad es. espressioni come illegittimamente , abusivamente…abusando dei poteri o qualità )

Con riferimento alla condotta, essa può consistere in un comportamento attivo ( reato di azione) o in una omissione ( reato di omissione).
Nella previsione normativa può esserci l'evento naturalistico in rapporto di causalità con l'azione o omissione ( reati commissivi mediante omissione).

I principi che regolano il rapporto causale che lega la condotta all'evento di danno sono quelli desumibili dagli art 40 e 41 CP.
Le teorie sul rapporto di causalità che vengono in esame sono:

- causalità naturale o della condicio sine qua non dell'evento
Tale tesi valuta ex post la condotta causa sufficiente di un evento quando sia stata una delle condizioni indispensabili per la verificazione dell'evento.
Si fa osservare che se si accogliesse tale tesi, si correrebbe il rischio di andare a ritroso ad infinitum alla ricerca di un responsabile

- Causalità adeguata
Per la quale, la condotta oltre a essere condicio sine qua non , deve essere anche adeguata all'evento secondo un giudizio ex ante, giudizio basato sull'id quod plerumque accidit.
A differenza della prima tesi che pecca per eccesso, questa pecca per difetto, in quanto espelle dal campo della causalità giuridica tutti quegli eventi che, anche se in generale debbono ritenersi conseguenza non probabile, straordinaria, di quel certo tipo di condotta, tuttavia rispetto alla specificità della situazione concreta e alla specifica scienza dell'agente, da lui sfruttate, possono essere preventivamente calcolati come del tutto probabili o pressoché certi: pertanto, non sarebbe punibile il chimico che propini la nuova sostanza mortale da lui scoperta e a lui soltanto nota; o chi somministri sostanze determinate all'allergico, poiché tali sostanze sarebbero astrattamente inidonee ad uccidere

- Causalità umana
La tesi presuppone il soggetto come colui che possa dominare, con i suoi poteri conoscitivi e volitivi, gli eventi esterni.
Il soggetto dovrebbe essere ritenuto responsabile nella misura in cui abbia cagionato tali eventi, sui quali, in un modo o nell'altro, aveva una signoria del fatto: eventi eccezionali e non prevedibili non sarebbero imputabili.
Se nell'ambito dei fattori naturali la condotta volontaria dell'agente agisce come antecedente dotato in concreto di efficacia causale, l'evento è imputabile.

- Causalità scientifica
La condotta dell'agente sarebbe causa dell'evento quando, secondo la migliore scienza ed esperienza del momento storico, l'evento è conseguenza certa o altamente probabile della condotta posta in essere.


La giurisprudenza prevalente accoglie la tesi della causalità umana.
Possono considerarsi causati dall'uomo soltanto i risultati che egli può dominare in virtù dei suoi poteri conoscitivi e volitivi, che rientrano cioè nella sua sfera di signoria.
Esulano dal rapporto causale, i fattori eccezionali
Occorrono dunque due elementi :
- 1 positivo ,per cui l'uomo con la sua azione abbia posto in essere una condizione dell'evento, e cioè un antecedente senza il quale l'evento stesso non si sarebbe verificato
- 1 negativo : è che il risultato non sia dovuto al concorso di fattori eccezionali.
Il concetto di signoria o dominabilità del fatto attraverso i potericonoscitivi dell'uomo, richiama i criteri di imputazione che coinvolgono il problema della colpevolezza

L'equivalenza delle cause, posto dall'art 40 CP , in base al quale, se la produzione di un evento dannoso è riferibile a più azioni od omissioni, deve riconoscersi ad ognuna di esse efficienza causale, trova il suo temperamento nel principio della causa efficiente, desumibile dal comma 2 dell'art 41 CP, in base al quale l'evento dannoso deve essere attribuito esclusivamente all'autore della condotta sopravvenuta, che può anche identificarsi nella persona della vittima, solo se questa azione risulti tale da rendere irrilevanti le altre cause preesistenti.


COLPEVOLEZZA

Per la sussistenza della colpevolezza occorre che la commissione del fatto antigiuridico possa essere personalmente rimproverabile.
I criteri sui quali si fonda il rimprovero personale e possono annoverarsi sotto la formula della colpevolezza sono il dolo e la colpa.

Dolo e colpa presuppongono
-Assenza di scusanti
-Conoscenza o conoscibilità della norma penale violata
-Capacità di intendere e di volere

La corte costituzionale con sentenza 364/88 ha riconosciuto che la responsabilità personale (27, 1 comma) è sinonimo di responsabilità per un fatto proprio colpevole, sottolineando che che se si intende la funzione rieducativa della pena , essa postula almeno la colpa dell'agente, non avendo senso la rieducazione di chi, non è almeno in colpa rispetto al fatto .

Criterio di attribuzione responsabilità richiesto dal legislatore per i delitti è il dolo, mentre la colpa rileva solo come eccezione espressa (nessuno può essere punito per un delitto se non l'ha commesso con dolo…salvo i casi di colpa…
Nelle contravvenzioni si risponde sia per dolo che per colpa.-


DOLO

Il dolo è la forma più grave di responsabilità penale.
Per la sua esistenza occorrono due elementi: la rappresentazione e la volizione del fatto antigiuridico (ART. 43 c.p. : il delitto è doloso, o secondo l'intenzione,quando l'evento dannoso o pericoloso , è dall'agente preveduto e voluto come conseguenza della propria azione od omissione.
Art. 47 , esclude il dolo per difetto di rappresentazione del fatto.
Art. 59 , 4 comma, esclude il dolo dell'agente se non si rende conto del suo carattere antigiuridico)

MOMENTO RAPPRESENTATIVO DEL DOLO :
esige la conoscenza di tutti gli elementi del fatto concreto che integra una figura di reato, e tale conoscenza deve sussistere al momento in cui il soggetto inizia l'esecuzione dell'azione tipica.
La conoscenza deve essere effettiva, e non potenziale. Una
conoscenza potenziale può rilevare solo per la sussistenza della colpa , quando l'agente non si rende conto di quello che fa, ma potrebbe rendersene conto usando criteri di diligenza.
E' sufficiente che la conoscenza effettiva sia presente nel
momento in cui l'agente inizia l'esecuzione anche se non la mantiene per tutto il tempo dell'azione
Momento rappresentativo è integrato anche nei casi di dubbio, perché chi agisce in stato di dubbio ha un'esatta rappresentazione di quel dato della realtà.
Il dubbio incompatibile quando la legge richiede una conoscenza piena e certa dell'esistenza di un elemento del fatto (es. calunnia)

Struttura del momento rappresentativo:
Nella fattispecie di reato vi sono elementi descrittivi per i quali la conoscenza può essere acquisita attraverso i sensi (es. morte , uomo , sesso) ; gli elementi normativi sono invece concetti che esprimono qualità giuridiche sociali di un dato della realtà (cosa altrui , matrimonio avente effetti civili). La conoscenza di questi concetti richiede la mediazione di una norma giuridica. Non occorre la conoscenza del giurista , ma quella del profano ,ossia del comune cittadino
Non c'è dolo se difetta la rappresentazione del fatto , cioè quando non si rappresenti la presenza di almeno uno degli elementi del fatto come conseguenza di un'errata percezione sensoriale (errore di fatto) o di un'errata interpretazione di norme giuridiche (errore di diritto), in questo caso solo se si tratta di errore scusabile.


MOMENTO VOLITIVO DEL DOLO :
perché ci sia dolo il soggetto deve aver voluto la realizzazione del fatto antigiuridico che si era preventivamente rappresentato, cioè deve aver deciso di realizzarlo.
Il momento volitivo consiste nella risoluzione di realizzare l'azione , e tale risoluzione deve essere presente nel momento in cui il soggetto agisce, rappresentandosi tutti gli estremi del fatto descritto dalla norma incriminatrice.
la risoluzione può essere :
- la conseguenza immediata di un improvviso impulso ad agire
(dolo d'impeto)
- presa e tenuta ferma fino al compimento dell'azione per un
apprezzabile lasso di tempo senza soluzione di continuità

sono tre le forme di dolo :
- dolo intenzionale : si configura quando il soggetto agisce allo
scopo di realizzare il fatto. La presenza di questa forma di dolo
rileverà soltanto ai fini della commisurazione della pena, sotto il
profilo "intensità di dolo"

- dolo specifico : si ha dolo specifico quando il legislatore richiede che l'agente commetta il fatto avendo di mira un risultato ulteriore per cui si deve accertare una intezionalità estesa a questo altro elemento.
( nei Reati a dolo generico : le finalità ulteriori perseguite dall'agente sono irrilevanti per l'esistenza del dolo).

- Dolo diretto : si verifica quando l'agente non persegue la
realizzazione del fatto, ma si rappresenta come certa o come
probabile al limite della certezza l'esistenza di presupposti della
condotta o il verificarsi dell'evento come conseguenza dell'azione

- Dolo eventuale : si verifica quando il soggetto si rappresenta
l'evento come seriamente possibile (non come certo).
Il dolo eventuale rappresenta la linea di confine che separa l'area
di responsabilità per dolo da quella della responsabilità per colpa.
I due criteri di imputazione di responsabilità hanno in comune l'elemento della previsione dell'evento, ma presentano differenze : nella colpa cosciente l'agente si rappresenta il possibile verificarsi di un evento, ma ritiene per colpa che non si realizzerànel caso concreto , e cioè quando per leggerezza sottovaluta la probabilità del suo verificarsi o sopravvaluta le proprie capacità di evitarlo; nel dolo eventuale agisce chi ritiene seriamente possibile la realizzazione del fatto e agisce accettando tale eventualità.

OGGETTO DEL DOLO :
Ciò che è necessario e sufficiente per l'esistenza di dolo è che l'agente voglia consapevolmente realizzare un fatto concreto che corrisponde alla previsione di quella norma.
Nei reati a dolo generico oggetto della rappresentazione e della volizione è solo il fatto concreto che integra gli estremi del fatto descritto dalla norma incriminatrice
Nei reati a dolo specifico l'oggetto del dolo abbraccia sia il fatto concreto, sia l'evento che l'agente deve perseguire come scopo e la cui realizzazione è irrilevante per la consumazione del reato.

DOLO E CAUSE DI GIUSTIFICAZIONE :
l'erronea supposizione di trovarsi in una situazione che, se esistesse realmente , integrerebbe gli estremi di una causa di giustificazione riconosciuta dall'ordinamento, esclude il dolo.
Se però l'erronea supposizione della presenza di una causa di
giustificazione è stata determinata da colpa, perché nessuna persona ragionevole sarebbe caduta nell'errore, il fatto antigiuridico viene addebitato all'agente a titolo di colpa, a condizione che quel fatto sia previsto dalla legge come delitto colposo.

DOLO NEI REATI OMISSIVI

Momento rappresentativo :
-il soggetto che ha l'obbligo di agire deve essere a conoscenza ,
anche in forma dubitativa dei presupposti di fatto dai quali
scaturisce il dovere di agire (es. omissione di soccorso, esige che
il soggetto si renda conto di trovarsi di fronte ad un fanciullo
minore di anni 10)
- Il soggetto deve sapere qual è l'azione da compiere

- Nei reati omissivi impropri, il garante deve inoltre rendersi conto che il compimento dell'azione per lui doverosa potrebbe impedire l'evento, neutralizzando così il decorso causale che potrebbe produrlo.

Momento volitivo :
- Il soggetto deve decidere di non compiere l'azione doverosa
- Nei reati omissivi impropri , il momento volitivo esige che il
soggetto abbia posto a base di quella decisione l'intenzione di
non impedire l'evento o la certezza del verificarsi di un evento
che sarebbe stato impedito dal compimento dell'azione doverosa

ACCERTAMENTO DEL DOLO :
Attraverso massime d'esperienza, che vanno utilizzate tenendo conto di tutte le circostanze del caso concreto relative a :
-Condotta post delictum (es. fuga dal luogo del delitto ,
cancellazione tracce , falsi alibi , occultamento dell'arma)
-Personalità dell'agente e interessi che lo animavano
-Movente : risulta essere un mero indizio
L'errore esclude sempre il dolo , anche se inescusabile, ma cmq
deve emergere da circostanze emerse nel processo ( testimonianze, documenti )



COLPA

Nel nostro ordinamento italiano , si ha colpa quando la condotta
concreta è difforme dal modello di condotta prescritto da una regola di diligenza, prudenza o perizia, codificata o non codificata.
La realizzazione di un fatto antigiuridico colposo comporta una
responsabilità assai meno grave rispetto alla realizzazione dolosa dello stesso fatto.
" IL delitto è colposo , o contro l'intenzione, quando l'evento , anche se preveduto , non è voluto dall'agente e si verifica a causa di negligenza, imprudenza o imperizia o per inosservanza di leggi , regolamenti , ordini o discipline".
Pertanto il delitto colposo ha
un requisito negativo : assenza di dolo , il fatto deve essere stato realizzato involontariamente, e l'eventuale previsione dell'evento compare nella definizione legislativa come colpa cosciente;
ha un requisito positivo: l'evento deve verificarsi per "negligenza , imprudenza o imperizia, ovvero inosservanza di leggi, regolamenti , ordini o discipline.
Tutte le varie forme di colpa si fondano su un giudizio interamente normativo : cioè sul contrasto tra la condotta concreta dell'agente e il modello di condotta imposto da regole di diligenza , prudenza o perizia. Regole diligenza , prudenza o perizia possono essere contenute in norme giuridiche di fonte pubbliche o privata.

Colpa propria : caratterizzata dalla mancanza di volontà dell'evento. E' l'ipotesi tipica della colpa

Colpa impropria : Si configura nonostante la volizione dell'evento
(Casi di eccesso colposo nelle cause di giustificazione, erronea
supposizione di una scriminante)

Colpa specifica : colpa per inosservanza di leggi , regolamenti , ordini o discipline.

Accanto alle regole codificate, vi è dunque un ampio spazio per regole la cui individuazione grava sul giudice. (colpa generica), negligenza ,imprudenza o imperizia.
Il giudice però non può individuare a suo piacimento le regole di diligenza o prudenza.
Dovrà invece fare riferimento a quel che si doveva fare in un determinato momento: confronterà il comportamento del singolo agente con il comportamento che in quelle circostanze di tempo e di luogo avrebbe tenuto un uomo ideale, preso come modello di riferimento.

Standard oggettivo del dovere di diligenza :
Il giudizio di prevedibilità ed evitabilità del'evento deve essere
effettuato ex ante in base al parametro oggettivo dell'homo eiusdem professionis et condicionis :
- La misura della diligenza , della perizia e della prudenza dovuta, sarà quella del modello di agente che svolga la stessa
professione o stesso mestiere dell'agente reale (es. chi dispone
tegole sul tetto sarà giudicato come un operaio specializzato)

Parte della dottrina dice che l'accertamento della colpa debba seguire due fasi, si parla infatti di "doppia misura della colpa " :
-In sede di tipicità si accerta la violazione del dovere obiettivo
di diligenza commisurato alla stregua dell'agente modello.
-In sede di colpevolezza, si verifica se il soggetto che ha agito era in concreto in grado (secondo il suo individuale potere di agire) di impersonare il tipo ideale di agente collocato nella situazione data.

Le regole di diligenza vanno quindi inquadrate sulla persona del singolo agente
Il Processo di personalizzazione incontra un limite logico:
-si può tenere conto solo delle deficienze del singolo agente ,
ma non dell'assenza del minimo di conoscenze e di capacità
psico-fisiche necessarie per affrontare la vita di relazione
-inoltre , si possono prendere in considerazione
soltanto le menomazioni fisiche e non anche quelle di
natura psichica poiché sarebbe difficile delineare un modello di
agente in grado di riconoscere i pericoli da evitare: così l'handicappato fisico, (sordo , cieco , paralitico) potrà inserirsi nella vita di relazione e persino svolgere attività rischiose, comportandosi come un uomo ragionevole affetto dalla stessa patologia.

RAPPORTI COLPA GENERICA - COLPA SPECIFICA : si può inosservare una norma (di diligenza prudenza o perizia) se dovesse aumentare il rischio di pericolo.

LA CONDOTTA COLPOSA :
Nei reati colposi di evento, il dovere di diligenza, prudenza , perizia, ha un duplice contenuto :
-Riconoscere il pericolo o i pericoli del realizzarsi del fatto
antigiuridico
-Neutralizzare o ridurre il pericolo che si realizzi

NESSO TRA COLPA ED EVENTO :
l'evento , che è il risultato dell'azione o dell'omissione deve verificarsi a causa di negligenza , imprudenza o imperizia ovvero per inosservanza di leggi, regolamenti , ordini o discipline.
La violazione della regola di diligenza prudenza o perizia deve
caratterizzare come colposa tanto l'azione quanto l'evento che è
conseguenza dell'azione.
Il Nesso tra colpa ed evento è duplice :
- L'evento concreto deve essere la realizzazione del pericolo
che la norma violata mirava a prevenire
- Bisogna accertare se la condotta rispettosa delle regole di
diligenza avrebbe evitato nel caso concreto il verificarsi
dell'evento

COLPA NEI REATI OMISSIVI IMPROPRI :
La colpa può consistere in :
-Inottemperanza del dovere di attivarsi per il riconoscere la
presenza di pericoli che i garanti hanno il dovere di sventare
-Mancato compimento delle azioni necessarie per neutralizzare
o ridurre quei pericoli


GRADO DELLA COLPA :
è il divario tra la condotta concreta e il modello di condotta che l'agente doveva rispettare, e questo grado di colpa rileverà ai fini della commisurazione della pena.
Una forma più grave di responsabilità per colpa si configura per i delitti , nei casi della cosiddetta "colpa cosciente". (l'aver agito nei delitti colposi, nonostante la previsione dell'evento). Secondo il legislatore italiano è più riprovevole l'aver agito senza interrogarsi sui rischi ad una determinata condotta.



RESPONSABILITA' OGGETTIVA

Ipotesi in cui un fatto di reato viene attribuito all'agente senza che sia necessario accertare la presenza del dolo o della colpa.
Secondo la corte la responsabilità oggettiva contrasta con il principio costituzionale di personalità della responsabilità penale.

Tre gruppi di ipotesi di responsabilità oggettiva nel nostro ordinamento

Responsabilità oggettiva in relazione all'evento :
Ipotesi delitti aggravati dall'evento

Responsabilità oggettiva in relazione ad elementi del fatto
diversi dall'evento:
- Ipotesi reati contro la libertà sessuale in danno di un
minore di anni 14
- aberratio ictus : nell'ipotesi in cui per errore nell'uso dei mezzi di esecuzione del reato è cagionata offesa a persona diversa da quella alla quale l'offesa era diretta, il colpevole risponde come se avesse commesso il reato in danno della persona che voleva offendere.
-Responsabilità oggettiva in relazione all'intero fatto di
reato: ipotesi concorso di persone nel reato , art. 116, qualora il
reato commesso sia diverso da quello voluto da taluno dei
concorrenti, anche questi ne risponde, se l'evento è conseguenza della sua azione od omissione



(Requisiti soggettivi )

Abbiamo esaminato la struttura del reato, ma il reato deve essere realizzato da un soggetto imputabile




CAPACITA' DI INTENDERE E DI VOLERE :

affinché un fatto possa essere oggetto di un rimprovero personale è che l'autore fosse imputabile , cioè capace di intendere e di volere : e cioè capace di comprendere il significato sociale e le conseguenze dei propri atti (capacità di intendere) , nonché di autodeterminarsi liberamente (capacità di volere) :


Età di anni 18 presuppone la capacità di intendere e di volere

Per il minore si distingue

- il legislatore stabilisce una presunzione assoluta di incapacità di intendere e di volere per il minore di anni 14,

- colui che ha superato il 14* anno e non ha raggiunto i 18 anni la legge precrive l'accertamento della capacita di intendere e di volere compiuto in concreto, cioè in relazione alle caratteristiche cognitive e volitive di quel singolo agente al momento della commissione del fatto. Vi sono dei criteri in base ai quali va condotto l'accertamento
della capacità del minore : la disciplina del processo penale minorile impone al pubblico ministero e al giudice di formare il suo convincimento in base agli
elementi relativi alle condizioni personali, familiari, sociali e ambientali del minore. Se il minore viene riconosciuto imputabile, gli verrà inflitta
una pena diminuita nella misura massima di un terzo.




RICHIESTA NON USO DI SOSTANZE ALCOLICHE O STUPEFACENTI :
Alcool o stupefacenti, sordomutismo escludono l'imputabilità quando l'infermità comporta l'incapacità di intendere o di volere
Si distingue tra
- ubriachezza accidentale : impunibilità , se invece l'ubriachezza
non è piena, il soggetto è imputabile ma gli viene comminata una pena diminuita fino al max di 1/3
- ubriachezza volontaria o colposa, soggiace alla pena. Imputabile.
- ubriachezza preordinata : imputabile e pena aumentata fino a
1/3
- ubriachezza abituale : imputabile + aumento di pena 1/3
cronica intossicazione da alcool, o sotto sostanze stupefacenti: trattandosi di un vero e proprio stato patologico , viene
equiparata dalla legge al vizio di mente (totale o parziale)

Assenza del vizio totale o parziale di mente al momento del fatto
In caso di vizio totale di mente, il soggetto viene prosciolto per difetto di colpevolezza, ove però sia ritenuto socialmente pericoloso e il fatto commesso integri un delitto doloso punito con la reclusione nel massimo di due anni, l'agente verrà sottoposto a misura di sicurezza
In caso di vizio parziale di mente , l'agente viene sottoposto ad una pena
diminuita in misura non eccedente un terzo
Per accertare il vizio di mente è sempre necessaria una perizia
psichiatrica.



Di norma gli stati emotivi e passionali sono irrilevanti ai fini
dell'imputabilità, ma dottrina e giurisprudenza hanno apposto un limite :
gli stati emotivi o passionali escluderanno l'imputabilità quando siano la manifestazione esterna di un vero e proprio squilibrio mentale , anche transitorio , che abbia carattere patologico in forma tale da integrare un vizio totale o parziale di mente (es. caso di una morbosa gelosia, quando dia vita ad un vero e proprio stato delirante)



ESIMENTI SOGGETTIVE

Carattere tassativo dell'elenco delle scusanti espressamente prevedute dalla legge: eventuali lacune in materia possono essere colmate soltanto dal legislatore e non dal giudice in via analogica

STATO DI NECESSITA' - Il fatto dannoso è riferibile all'autore, che però vi è costretto dal pericolo attuale di un danno grave a sé o ad altra persona. Il fatto è compiuto in iure. Mentre nel civile lo stato di necessità esclude il risarcimento, nel penale ( art 54 CP) esclude la antigiuridicità con fatto di reato integrato sempre che il fatto sia proporzionale al pericolo, requisito quest'ultimo che non è ritenuto applicabile in campo civile.


CASO FORTUITO E FORZA MAGGIORE - Nel caso fortuito, non può ravvisarsi né dolo né colpa poiché l'evento non è voluto e si pone come impulso causale autonomo: l'azione è presente, ma è un fatto connesso alla condotta dell'agente che determina l'evento; nella forza maggiore non può dirsi presente una azione colpevole, in quanto il soggetto si viene a trovare nell'impossibilità di potervisi sottrarre, agitur sed non agit ( atto di guerra, violenta tempesta )
Nel penale , il caso fortuito, collocandosi come fattore causale, imprevedibile e inevitabile, esclude l'integrazione del reato sotto l'aspetto psicologico e la punibilità. Analogamnte nella forza maggiore si esclude la suitas, l'attribuibilità del fatto all'agente, il cui comportamento attivo od omissivo è stato inevitabilmente determinato da un potere superiore



ESIMENTI OGGETTIVE

ADEMPIMENTO DEL DOVERE ART 51 CP - Rileva nel campo dei rapporti civili, e deriva da una norma giuridica come la ipotesi ex art. 53 CP per cui il pubblico ufficiale che fa uso delle armi, extrema ratio, per vincere una resistenza attiva o vincere una violenza , o da un ordine dell'autorità : in questo caso se un ordine illegittimo viene posto nella dipendenza gerarchica dell'impiego, il dipendente può in prima istanza sindacarlo, mentre non è tenuto ad osservarlo se costituisce reato; nella gerarchia militare, invece, v'è incompatibilità della sindacabilità dell'ordine per la prontezza di esecuzione richiesta in tale settore.
Non si integra illecito se " il fatto" viene realizzato nell'adempimento di un dovere.

ESERCIZIO DI UN DIRITTO ART 51 CP - Nel civile viene ad assumere un connonato del tutto speciale: non integra illecito la condotta, per es, di chi ha passaggio nel fondo altrui.
In penale, l'esercizio del diritto rimuove l'antigiuridicità del "fatto" di reato, ma si richiede che la condotta non costituisca atto emulativo o integri un abuso: non è permesso, per il principio di solidarietà sociale costituzionalmente garantito, che si sacrifichi un interesse altrui senza peraltro essere giustificato da un apprezzabile interese del titolare del diritto stesso. ( diritto di cronaca e diffamazione, diritto di sciopero einterruzione pubblico servizio,jus corrigendi e lesioni,offendicula e lesioni).

LEGITTIMA DIFESA ART. 2044,2045 CC - Nel campo civile il fatto compiuto a difesa di aggressioni a diritti personali o patrimoniali, a sé o a terzi, non comporta responsabilità risarcitoria in quanto l'azione è considerata in iure: la proporzionalità con l'offesa è insita nel concetto di autodifesa. Questo principio, peraltro, è esplicitamente indicato nel Cod Penale all'art 52 .
Recentemente, è stato introdotto il secondo comma all'articolo 52 CP, prevedendo la presunzione di proporzionalità nella autodifesa in caso di aggressioni nel proprio domicilio.




CONSENSO DELL'AVENTE DIRITTO ART 50 CP - Nel penale, si richiede che il consenso sia manifestato anche implicitamente, su diritto disponibile: tale consenso ha valore di atto giuridico informale e senza altri effetti, se non quello di rendere giustificato e non punibile il fatto di reato.
Estensioni al campo civilistico di questo pricipio sono i casi della pubblicazione di foto, di impiego di opere di autore, uso dei dati personali, attività del medico. Nel civile il consenso non vale come esimente oggettiva in senso proprio, in quanto l'attività illecita non diventa lecita, ma vi è praticamente una rinuncia a far valere l'attività inibitoria o risarcitoria.L'effetto è sempre quello di impedire di radicare un giudizio sul fatto.Peraltro, si può procedere giudiziariamente se l'attività travalica i limiti del consenso prestato.







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